“Agent of Chaos” di T. Kingfisher trasforma il gioco di un gattino con un gomitolo in una storia di orrore cosmico. Il racconto è stato pubblicato per la prima volta nell’antologia del 2023 *Azathoth: Ordo ab Chao* di Aaron J. French e ristampato nella raccolta del 2026 *Lovecraft’s Brood* di Ellen Datlow.

Al centro della storia c’è Alice, un’ex ufficiale della Marina di 75 anni che sta lavorando a maglia un maglione per l’orsacchiotto della pronipote. Si sta prendendo cura del gattino di una vicina, mentre sua nipote Mallory osserva l’animale disfare un gomitolo. Alice definisce i gattini «agenti del caos» e spiega perché è riluttante a dare loro un nome: secondo lei, i nomi possono avere un potere. La sua esperienza nella Marina l’ha anche resa diffidente nei confronti del mare e convinta che non si debba mai cambiare il nome alle navi.

Mentre il gattino fa rotolare il filo per la stanza, i fili sciolti iniziano a comporre un simbolo nell’antica lingua Aklo, ormai estinta. Il disegno, noto come Marchio del Luogo della Disfazione, è apparso in frammenti in diverse epoche, con conseguenze disastrose per chiunque l’abbia intravisto. Man mano che prende forma, la storia lascia intuire l’esistenza di un passaggio verso un regno oscuro, popolato da creature strane e amorfe.

Né Alice né Mallory riconoscono appieno il pericolo. Alice è distratta dal lavoro a maglia, mentre Mallory scende in cantina dopo aver udito un suono lontano, simile a quello di un flauto. Nel frattempo, il gattino continua a giocare. Il suo ultimo colpo scaglia il gomitolo nell’apertura, trascinando con sé le creature che stanno emergendo e spezzando il simbolo prima che il passaggio possa aprirsi del tutto.

Il dettaglio conclusivo della storia conferisce al filo un’origine inquietante: fu filato molto tempo prima con la lana della Capra Nera, usando un fuso ricavato da un femore umano. Dopo essere passato per molte mani, il filo finì nel cestino di Alice, dove il gioco del gattino impedì inavvertitamente una catastrofe.

Nel suo commento al racconto, Reactor mette in evidenza il contrasto tra la quotidianità domestica e l’orrore cosmico lovecraftiano. La storia di Kingfisher costruisce la minaccia attraverso il lavoro a maglia, la superstizione e le marachelle di un gattino, lasciando però l’animale apparentemente indifferente al caos che ha contribuito a scatenare.

Fonti: Reactor.