La narrativa horror di Peter Straub è perseguitata da un paradosso centrale: una storia non deve necessariamente presentare un fantasma tradizionale per funzionare come una storia di fantasmi. Il suo romanzo più noto, Ghost Story, illustra questa idea attraverso un Manitou mutaforma tratto dal folklore indigeno, pur rimanendo profondamente radicato nella tradizione gotica.

Straub si costruì la reputazione combinando motivi soprannaturali classici con ambientazioni moderne e temi psicologici. I suoi primi romanzi Julia e If You Could See Me Now collocavano storie di lutto e infestazione rispettivamente a Londra e nel Midwest americano, riflettendo il cambiamento della narrativa horror negli anni Settanta, dai castelli lontani alle case e alle comunità familiari.

Ghost Story, pubblicato nel 1979, definì l’approccio che avrebbe caratterizzato gran parte della carriera di Straub. Il romanzo segue gli anziani membri della Chowder Society, le cui vite privilegiate nascondono un grave crimine del passato. I loro incontri, apparentemente dedicati allo scambio di storie di fantasmi, diventano un atto di penitenza quando le conseguenze del loro segreto ritornano.

La struttura richiama la tradizione gotica di Henry James, in particolare l’uso di personaggi che raccontano storie all’interno di una narrazione più ampia. Don Wanderley, uno scrittore convocato nella città maledetta di Milburn, diventa sia un investigatore sia un altro narratore. La sua ricerca collega il passato della Chowder Society alla storia della propria famiglia e rivela come le storie possano preservare, diffondere e rimodellare il trauma.

Per Straub, l’infestazione non era limitata alle entità soprannaturali. Ghost Story suggerisce che le persone possano diventare fantasmi attraverso la colpa, la memoria e le conseguenze irrisolte delle proprie azioni. La minaccia soprannaturale del romanzo opera quindi accanto a una paura più intima: che il passato rimanga attivo dentro coloro che credono di esserselo lasciato alle spalle.

Straub tornò su questa idea per tutta la sua opera successiva. Floating Dragon presenta forze mostruose in una città maledetta del New England, ma il comportamento umano diventa altrettanto inquietante. Koko si concentra sull’eredità della guerra del Vietnam, seguendo veterani la cui ricerca di un ex commilitone forse letale li costringe ad affrontare i fantasmi della propria storia.

Il personaggio di Tim Underhill divenne una delle esplorazioni più durature di Straub su questo tema. Introdotto in Koko come scrittore e come un’assenza inquietante nelle vite dei suoi ex compagni dell’esercito, Underhill compare in diversi altri romanzi. La sua presenza è ripetutamente associata alla perdita, alla violenza e alla difficoltà di separare una persona dalle storie che gli altri raccontano su di lei.

Il ruolo di Underhill si ampliò in Mystery e The Throat, quest’ultimo lo pone al centro di un’indagine su alcuni omicidi nella sua città natale. In questi libri, Straub combinò la narrativa poliziesca con la metafiction e l’inquietudine gotica, utilizzando un personaggio ricorrente la cui identità era plasmata tanto dalla narrazione e dalla memoria quanto dalle azioni.

In the Night Room spinse il concetto ancora più avanti. Underhill fatica a completare un libro mentre riceve messaggi dai morti e scopre che la fiction che sta scrivendo potrebbe svolgersi intorno a lui. Il confine tra invenzione e realtà comincia a crollare, trasformando l’atto stesso della scrittura in una forma di infestazione.

Questo impegno costante con la forma gotica divenne un tratto distintivo dell’eredità di Straub. Sebbene non scrivesse sempre horror in senso stretto e talvolta resistesse all’etichetta, i suoi romanzi polizieschi, fantasy e di suspense contengono spesso la stessa atmosfera: paesaggi segnati dal terrore, personaggi oppressi dal passato e mondi in cui l’umano e il soprannaturale restano difficili da separare.

Il contributo duraturo di Straub non consistette semplicemente nel riportare in vita elementi gotici familiari, ma nel farli apparire contemporanei e psicologicamente immediati. Nella sua narrativa, il fantasma può essere una creatura esterna, un ricordo sepolto o una versione del sé che rifiuta di scomparire.

Fonti: Reactor.