Summon the Keeper di Tanya Huff, il primo libro della serie Keeper, è ambientato a Kingston, in Ontario, e conserva un fascino decisamente canadese. Scritto negli anni Novanta, il romanzo presenta un mondo in cui gli esseri umani comuni vivono accanto ai discendenti di Lilith, esseri magici noti come la Stirpe.
La Stirpe protegge il mondo dall’oscurità soprannaturale, anche se alcuni dei suoi membri si ribellano a questa missione. La maggior parte sono Cugini, dotati di poteri e responsabilità limitati, mentre i rari individui noti come Keeper possiedono capacità considerevolmente maggiori.
Claire è una di queste Keeper. Come sua sorella Diana, proviene da una famiglia in cui i genitori sono Cugini. Claire viene trascinata da un luogo all’altro da richiami magici per trovare e chiudere le bocche dell’inferno. All’inizio del romanzo, questa missione la conduce in una pensione malridotta che ospita abitanti soprannaturali, un giovane addetto alla manutenzione e l’Inferno stesso nel seminterrato.
La storia segue Claire mentre considera la possibilità di rimanere in un unico luogo, nonostante non sia ancora pronta a mettere radici. Tuttavia, la figura più memorabile del romanzo è il suo compagno, Austin.
Austin è un gatto tuxedo bianco e nero che accompagna Claire e svolge un ruolo molto più importante di quello di un semplice animale domestico. Sa parlare, fa osservazioni taglienti e offre consigli spesso più saggi di quanto Claire vorrebbe ammettere. Il libro non spiega come sia diventato il compagno di una Keeper e non stabilisce che gatti come lui siano una componente consueta della Stirpe. Austin entra semplicemente nella vita di Claire.
Per il resto, Austin si comporta come un gatto comune. Ha diciassette anni, è piuttosto grassottello e gli mancano otto delle sue nove vite. Il veterinario lo ha sottoposto a una dieta rigida, ma Austin detesta il suo cibo prescritto e cerca di convincere gli esseri umani a condividere bocconcini inadatti, soprattutto salsicce.
Nonostante l’età, rimane un cacciatore attivo di topi e di creature che soltanto assomigliano ai topi. Si diverte anche a tormentare Baby, il cane molesto dei vicini, tenendo per qualche tempo nascosta agli esseri umani la natura segreta dell’animale. Austin riesce a capire ciò che dice il cane e talvolta lo traduce per le persone.
Il linguaggio di Austin è udibile da qualunque essere umano si trovi nelle vicinanze, anche se non rivela deliberatamente questa capacità a coloro che la Stirpe chiama passanti. In genere queste persone dovrebbero rimanere all’oscuro degli eventi soprannaturali, e i Keeper possono alterarne i ricordi quando qualcosa riesce a oltrepassare il confine. Anche quando un essere umano si accorge del soprannaturale, la percezione dipende in parte dalla sua fede: qualcuno che crede nei fantasmi ma non nei vampiri potrebbe riconoscere un fenomeno e razionalizzarne un altro.
Questo colloca Claire e Austin tra il mondo ordinario e quello soprannaturale. Austin sembra particolarmente adatto a quel confine, poiché i gatti occupano già un luogo bizzarro tra la vita domestica e quella selvaggia. Il romanzo non stabilisce se sia unico tra i gatti per la capacità di parlare.
Qualunque sia la sua origine, Austin è essenziale per il lavoro e la vita personale di Claire. Le offre compagnia, indicazioni pratiche e occasionali richiami alla realtà, aiutando una giovane Keeper la cui sicurezza può superare il suo giudizio. Claire può possedere il potere magico maggiore, ma Austin è una parte fondamentale di ciò che la rende efficace.
Fonti: Reactor.